2026Mariupol, un’immagine di resilienza

Mariupol , un’immagine di resilienza

Il 30 gennaio 2026 presso l’Emporio Papa Francesco di Mestre, si è svolto un evento speciale dedicato all’arte e all’impegno sociale, con protagonista l’artista ucraina Tamara Safarova.

Nel corso dell’incontro, l’Associazione AVAPO Mestre ha donato una delle opere dell’artista all’Associazione “Il Prossimo”: un gesto simbolico ma concreto che unisce cultura, volontariato e attenzione verso la comunitĂ , rafforzando il valore della condivisione e della solidarietĂ . L’opera donata era stata esposta alla Mostra collettiva “Apolidia”, organizzata da AVAPO Mestre nel maggio 2024 presso il Centro Culturale “Santa Maria delle Grazie”, con la curatela di Gloria Campedelli, presente, oggi in Associazione “Il Prossimo”, arrivando direttamente  da Londra

All’evento erano presenti:

  • Stefania Bullo, presidente di AVAPO Mestre
  • Edoardo Rivola, presidente dell’Associazione “Il Prossimo”
  • Tamara Safarova, artista
  • Micaela Velli Responsabile del Settore Scuola di Avapo
  • numerosi docenti del settore AVAPO Scuola, a testimonianza del forte legame tra educazione, cultura e cittadinanza attiva.

La professoressa Micaela Velli ha introdotto l’opera, dedicata a Mariupol, facendo presente che si configura come una potente immagine di memoria attiva, in cui la rappresentazione visiva diventa gesto etico e politico.

Attraverso un linguaggio figurativo stilizzato, dai colori vividi e luminosi, l’artista restituisce un’immagine della città vitale, ordinata e accogliente. Il cielo azzurro, le architetture dai contorni netti, le fontane animate da getti d’acqua giocosi evocano una normalità serena, priva di distruzione o dolore, e parlano di continuità storica e dignità urbana.

Le architetture – il giardino cittadino, i colonnati, gli edifici monumentali – non sono rappresentate in modo fotografico, ma attraverso una sintesi immaginativa che ne coglie il valore simbolico: Mariupol come spazio civico, condiviso, europeo. Uno stile volutamente positivo che non nega la tragedia, ma la contrasta, opponendo alla violenza della guerra un’immagine di armonia e bellezza.

In questo senso, Mariupol non è una visione nostalgica, bensì un atto di resistenza all’oblio. Mostrando la città com’era prima della distruzione, Safarova si oppone alla cancellazione simbolica imposta dalla guerra e afferma che Mariupol continua a esistere nella memoria collettiva.

Il riferimento ai rapporti di gemellaggio con Savona e Santa Severina rafforza la dimensione europea dell’opera: la distruzione della città diventa non solo una perdita ucraina, ma una frattura nel tessuto culturale e civico europeo, un legame spezzato che riguarda tutti.

Mariupol è dunque:

  • un’immagine di resilienza,
  • una dichiarazione di rifiuto della cancellazione,
  • un’affermazione che i luoghi contano perchĂ© contano le vite che li hanno abitati.
  • L’iniziativa, aperta alla cittadinanza, ha rappresentato un’importante occasione di incontro e dialogo sui temi della solidarietĂ , dell’arte come strumento di testimonianza e del sostegno alle realtĂ  del territorio.

Un momento significativo per chi crede nella forza dell’arte di custodire la memoria, creare legami e generare valore condiviso.

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