AMARE VOLONTARIA-MENTE

AMARE VOLONTARIA-MENTE

L’esperienza che sto vivendo come volontaria Avapo, responsabile del settore scuola, è coinvolgente ed appassionante.
Ho avuto il privilegio di fare quello che, a mio modo di vedere è il lavoro più bello ed impegnativo del mondo in anni nei quali essere insegnante era meno complicato di oggi e per questo continuare a interfacciarmi con chi lavora nella scuola mi dà modo alle volte anche di poter comunicare all’esterno quanto siano importanti, per la nostra collettività, le persone che si occupano di trasmettere cultura e valori alle nuove generazioni.
Penso che nella società odierna spesso essere insegnante sia come “trovarsi in un canotto a remi in un mare forza quattro” ma vi sollevo da opinioni personali che possono generare un amaro disincanto; qui voglio sottolineare la parte positiva del relazionarsi con studenti ed alunni perché è vero come dice il titolo del nostro periodico di questo trimestre che “i bambini ci guardano” e questo esserne consapevoli ci deve portare ad diventare, a mio modo di vedere, persone migliori.
Andare nelle classi a parlare di volontariato a ragazzi e ragazze mi ha rafforzata nel pensare che i giovani si sanno spendere molto più di quello che noi crediamo per il “prossimo”, obbedendo ad un impulso di generosità mentale che forse in alcuni casi noi adulti abbiamo dimenticato.
Studenti e studentesse dell’istituto Pacinotti e del liceo Bruno -Franchetti hanno partecipato nel precedente anno scolastico alla maratona della lettura a favore di Avapo tenutasi in piazza Ferretto ad Aprile ed alcuni di loro hanno letto dei testi
poetici da loro prodotti (sotto gli occhi orgogliosi delle loro professoresse). Poesie che erano Poesie, che parlavano di sentimenti che inducevano a riflessioni…
Ragazzini e ragazzine della scuola primaria di secondo grado (Manuzio, Bellini, Di Vittorio, Spallanzani, Trentin ,Goldoni) che hanno con pazienza prodotto ricci di carta o partecipato ad attività regalando i loro pensieri scritti in bigliettini colorati, sono la prova inconfutabile del desiderio di partecipazione e del donare.
E quando con un pupazzo di nome John sono andata nelle classi delle scuole primarie (Leopardi, Vecellio, Querini, Filzi) ed ho chiesto ai bambini : “Alzi la mano chi da grande vorrebbe fare del volontariato “ è sempre stata per me una grande gioia vedere tutte quelle piccole mani alzate… … … . Così come quando spiegavo loro che già con semplici gesti possono imparare a spendersi per gli altri era un tripudio di esperienze;
chi raccontava di aver regalato un pezzo della sua merenda, chi aveva confortato un compagno caduto, chi aiutato una amichetta in difficoltà… … Un piccolo mondo pulito, una micro società dove il senso di giustizia regna sovrano.
Ringrazio i docenti di molte scuole del territorio che sono diventati volontari Avapo nonostante il grande impegno di energie e di tempo che richiede il loro lavoro.
Loro lo sanno che con piccoli gesti di solidarietà molto si può dare e lo insegnano ai loro scolari, ai loro studenti perché sono consapevoli di essere guardati, scrutati, valutati ma anche e molto spesso amati ed imitati.

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