Nel sentire quotidiano approcciarsi alle Cure Palliative fa pensare agli ultimi istanti di vita di una persona; nella realtà di oggi invece il loro scopo è quello di integrarsi precocemente con i trattamenti oncologici attivi (chemio, radioterapia, etc) dalle fasi iniziali a quelle avanzate della malattia. Il fine ultimo è quello di puntare alla miglior qualità di vita possibile, gestire i sintomi fisici, le sofferenze psicologiche e potenzialmente prolungare la sopravvivenza, evitando l’accanimento terapeutico.
Ricevere una diagnosi di inguaribilità può generare angoscia, senso di smarrimento, rabbia, preoccupazione, percezione di frammentazione del sè ed è comune che emergano domande profonde sul senso di ciò che sta accadendo e sugli esiti della propria sorte.
Nell’attraversare questo tipo di esperienza, il supporto psicologico ha un ruolo fondamentale. La figura professionale dello psicologo aiuta a dare spazio e riconoscimento a questi vissuti, offrendo strumenti concreti per affrontare l’ansia, sostenere il tono dell’umore e valorizzare le risorse personali. L’obiettivo non è quello di eliminare le difficoltà, ma di sostenere la fragilità della persona e accompagnarla nella ricerca di un equilibrio possibile dentro la complessità del vissuto di malattia.
L’esperienza di malattia non riguarda solo il paziente, ma coinvolge concretamente ed emotivamente tutto il contesto familiare che viene attraversato da emozioni ambivalenti, frustrazioni e sensi di colpa per le quali necessita di orientamento e sostegno.
Per AVAPO è importante poter offrire ai pazienti e alle famiglie del nostro territorio questa possibilità anche nell’ambito domiciliare, quando necessario. Entrare in casa significa rispettare i tempi e gli spazi della persona, raggiungendola in una dimensione in cui si sente più sicura. Anche tra le mura domestiche è infatti possibile creare uno spazio protetto, in cui sentirsi riconosciuti, ascoltati e legittimati nel proprio sentire.
Il progetto “MI PRENDO CURA DI TE” permette ad AVAPO di farsi carico della sofferenza di tutte quelle persone che altrimenti non potrebbero accedere al supporto psicologico offerto nella sede dell’Associazione. Le evidenze scientifiche confermano che il sostegno psicologico nelle cure palliative precoci aiuta a ridurre il disagio e a rafforzare la resilienza. Non è un surplus delle cure tradizionali, ma è parte integrante del percorso terapeutico stesso: un modo concreto per affermare che, accanto alle terapie mediche, esiste sempre uno spazio dedicato alla dignità, alla relazione e al bisogno di dare significato all’esperienza.
Marta Devò e Chiara Cemolin
Psicologhe presso AVAPO Mestre