2026CENTO E… MOLTO DI PIÙ DI CENTO

Questo è un numero davvero speciale per il nostro periodico “Per mano”: pensare di aver raggiunto quota 100, porta inevitabilmente a riandare con il pensiero agli esordi di questa pubblicazione, agli incontri per deciderne il titolo.

Serbo un ricordo ben definito del gruppo della redazione riunito attorno ad un tavolo, consapevole dell’importanza del momento perché la scelta fatta doveva rappresentare il più possibile la realtà associativa di AVAPO. Non a caso i componenti sono stati concordi nell’optare per quello che è tuttora il titolo del nostro magazine, “PER MANO” perché rappresenta l’impegno quotidiano di AVAPO: una presenza discreta, ma significativa per tutti coloro che attraversano un tratto di vita irto di difficoltà.

100 ma non solo perché quest’anno ricorre un altro anniversario molto importante: il 35° anno di attività da quando l’Associazione venne costituita nel lontano 1991.

Quante storie di vita da raccontare, quante esperienze da condividere, quanti volti che hanno dato vita alle diverse attività ed iniziative!

Molti sono ancora presenti in AVAPO, ma è chiaro che dopo un tempo così lungo, si rende necessario poter contare su forze nuove che sappiano ispirarsi al percorso fatto finora e proseguirlo per renderlo sempre più aderente alla realtà sociale. Un cammino più che trentennale nel promuovere il valore delle Cure Palliative, nel diffonderne la conoscenza affinché anche le persone comuni si approprino del significato di questa tipologia di cura che sottolinea il valore della vita e considera la persona nella sua complessità, bisognosa di assistenza fisica e spirituale, di conforto e vicinanza. Il saper stare accanto con autenticità infatti, costituisce parte essenziale del prendersi cura di una persona ammalata e di chi le è accanto, è il riconoscere in primis la sua dignità di uomo.

Appare evidente quindi, l’importanza rivestita dall’impegno a cui nel corso degli anni, AVAPO ha cercato di mantener fede proseguendo lungo un percorso delineato, ma che necessitava di una definizione più chiara. Fondamentale in tale senso, è stata la partecipazione di rappresentanti di AVAPO ai tavoli di lavoro regionali dove si discuteva appunto di Cure Palliative, della necessità di normarle affinché potessero avere il giusto riconoscimento al pari di altre discipline sanitarie. Sono stati anni che hanno dato vita alla Legge Regionale, promulgata dal Veneto, prima regione in Italia, e poi alla Legge Nazionale n.38, che dopo oltre quindici anni dalla sua emanazione, non ha ancora trovato completa applicazione. Ciò anche grazie all’impegno di molte realtà di volontariato presenti sul territorio nazionale e coordinate dalla Federazione Cure Palliative che ha saputo indicare alle varie realtà locali le linee di indirizzo, sostenerle e valorizzarne l’operato.

Un percorso impegnativo, ma affascinante che ha saputo coniugare la disponibilità di chi voleva mettersi a disposizione degli altri come volontario, con la necessità di una formazione costante per promuovere un volontariato sempre più di qualità. Disponibile non solo a dedicare il proprio tempo, ma anche capace di riconoscere la necessità di approfondire tematiche specifiche, di dedicarsi allo studio, con la finalità di poter mantenere vivo un dialogo con le Istituzioni così da diventare un interlocutore capace di portare istanze e proporre soluzioni. Un ruolo, quello rivestito nel tempo da AVAPO, sempre più impegnativo e di grande responsabilità, ma al tempo stesso entusiasmante perché per molte persone che ne hanno fatto e ne fanno parte, rappresenta una scelta di vita fatta nell’operare a servizio e a favore dei nostri simili avendo sempre presente che la persona a cui tendiamo la mano, potrebbe identificarsi con ciascuno di noi.

Stefania Bullo

Presidente AVAPO Mestre – OdV

 

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